Questa è la Purple Fam

03.07.2021
È un continuo scambio reciproco: nei pezzi ognuno è sé stesso ma lo è anche grazie agli altri. C’è un’alchimia particolare che ci lega, anche nel modo di raccontare le nostre storie, tra loro molto diverse, apparentemente inconciliabili, ma che con la Purple FAM hanno trovato il loro catalizzatore.  -Foto di Andrea Rossi e Ismaele Diotallevi
È un continuo scambio reciproco: nei pezzi ognuno è sé stesso ma lo è anche grazie agli altri. C’è un’alchimia particolare che ci lega, anche nel modo di raccontare le nostre storie, tra loro molto diverse, apparentemente inconciliabili, ma che con la Purple FAM hanno trovato il loro catalizzatore. -Foto di Andrea Rossi e Ismaele Diotallevi

Chi è la Purple FAM?

Pasquale Diana (T. White), Lorenzo Giovagnoli (Elle J) e Alessandro Capra (Bore) sono i tre membri della Purple Fam, band marchigiana che da fine 2020 si è fatta sentire nel panorama Trap/Rap italiano.

T. White: La Purple FAM in una sola parola è "Famiglia": chiunque sia parte di essa, incluso ogni membro dello staff, non è un semplice "membro dello staff": si è prima di tutto fratelli, e non può essere altrimenti visto che siamo cresciuti insieme, vivendo e condividendo tutto sin dall'infanzia.

Elle J: Anche io condivido quello che dice T. White perché per me la Purple FAM è un pilastro, una colonna portante, un punto di riferimento che, specialmente negli ultimi mesi, è diventato fondamentale nella mia vita.


Perché proprio "Purple"?

Tutti: Nel 2018, al culmine della diffusione della Trap in Italia, nella nostra zona -provincia di Pesaro e Urbino - non c'era ancora nessuno che stava organizzando feste con questo tipo di musica, così abbiamo deciso di iniziare cavalcandone l'onda: fin da subito abbiamo avuto un ottimo riscontro tra i ragazzi della zona e abbiamo deciso così di creare il nostro brand "Purple.Org", in quanto il viola è il colore maggiormente identificativo della Trap.

T. White: Ricordo che i locali erano pieni di persone, talmente tante che al nostro primo compleanno c'era gente che entrava addirittura dalle finestre, e soprattutto tutti avevano almeno un capo del nostro merchandising.


Il tutto è proseguito fino all'arrivo del Covid?

T. White: Purtroppo si, da un momento all'altro ci siamo trovati chiusi in casa, però questo ha permesso di concederci un momento di pausa per dar poi vita a quello che siamo oggi.

Elle J: Esatto, ricordo bene che fu a maggio, appena finito il primo lockdown, che il progetto "Purple FAM" come crew di rapper cominciò a concretizzarsi.

Bore: Si perché in quel periodo cantavo da solista e collaboravo con altri rapper, i primi lavori targati "Purple.Org" sono stati proprio sui miei pezzi, poi dopo la prima ondata di Covid ci siamo confrontati e abbiamo detto: "Perché non buttarsi in questa nuova esperienza", alla quale abbiamo creduto tutti quanti da subito, dandoci forza a vicenda.


Quindi Bore già rappava, mentre voi altri?

T. White: Io rappavo durante i primi anni dell'adolescenza, periodo in cui pubblicai anche diverse tracce, poi però ho smesso di scrivere per un lungo periodo, riprendendo successivamente in concomitanza alla nascita del progetto attuale.

Elle J: Io sono l'ultimo arrivato, infatti quando mi hanno proposto di entrare a far parte del progetto l'estate scorsa per me è stata un'emozione unica perché sono stato dalla parte dei sostenitori dalla data zero delle serate e dj set che organizzavano.

Io già cantavo, ho sempre scritto e facevo anche parte di un duo che poi è andato a scemare.

Non facevo altro che passare le giornate a suon di freestyle, finché non mi hanno invitato ad unirmi in questa nuova avventura.


Bore: Oggi posso confermare che Elle J era proprio quel tassello mancante che era necessario alla Purple FAM per renderla quello che è.


Ecco forse sta proprio qui il concetto di "Famiglia": diciamo che pur venendo da esperienze molto diverse, al contempo ci sono tante cose che vi accomunano e che vi portano reciprocamente ad essere quello che siete, costituendo un unico nucleo comune

Tutti: Esatto, fondamentalmente siamo tre persone completamente diverse, però è anche vero che quello che manca a uno viene completato dalle qualità dell'altro.

È un continuo scambio reciproco: nei pezzi ognuno è sé stesso ma lo è anche grazie agli altri. C'è un'alchimia particolare che ci lega, anche nel modo di raccontare le nostre storie, tra loro molto diverse, apparentemente inconciliabili, ma che con la Purple FAM hanno trovato il loro catalizzatore.


Facendo un passo indietro, come avete cominciato a rappare? C'è qualche artista che è stato determinante nel vostro primo approccio al Rap?


T. White: La musica è sempre stata presente nella mia vita, ricordo ancora che ogni giorno ascoltavo Pino Daniele, Gigi D'Alessio e altri esponenti della musica neomelodica napoletana. Durante le superiori vedevo i miei amici, la "Gang del Boschetto", mettere le basi e scriverci sopra, perciò mi sono chiesto: "Perché non posso farlo anch'io?" e da allora ho cominciato a scrivere e rappare. Per quanto riguarda il primo approccio non ho dubbi che Noyz Narcos sia stato determinante, è un rapper per il quale nutro forte stima.


Elle J: Anch'io vengo da una famiglia di appassionati di musica, perciò i sottofondi della mia infanzia sono stati pressoché simili agli altri.

Durante l'adolescenza sentivo che avevo bisogno di tirare fuori qualcosa e, appena ascoltai per la prima volta i pezzi di Eminem, il Rap è arrivato nella mia vita ed ho capito che sarebbe stato il mio genere. Sul mio approccio ad esso non c'è un artista in particolare, essendo un tipo che va a periodi, ma sicuramente Gemitaiz e MadMan hanno giocato un ruolo rilevante.


Bore: Già a otto anni suonavo il clarinetto grazie a mio padre in quanto appassionato di musica, tant'è che suonava la chitarra e il basso in una band. Ascoltavo le playlist di mia sorella che erano intrise di musica leggera italiana e nel mentre ero in fissa con la musica elettronica. Quasi improvvisamente il Rap è entrato a gamba tesa nella mia vita con la scoperta di Mondo Marcio, Fabri Fibra e Gemitaiz, i quali non mi sono più tolto dalla testa.


Quali sono le vostre fonti di ispirazione principali, ci sono anche dei modi tramite i quali provate a stimolarla?

T. White: Il dolore, nonostante sono consapevole che sia un'arma a doppio taglio: come può darmi la forza di tirare fuori ciò che ho dentro al contempo può essere talmente forte da bloccarmi completamente. Per fortuna ci sono Elle J e Bore che mi aiutano a sentirmi a mio agio, a sciogliermi, così smetto anche di vergognarmi se ho dei momenti di cedimento. Senza di loro non mi troverei qui.

Elle J: Per quanto mi riguarda sicuramente il beat è una base solida per stimolare e comprendere cosa andrò a scrivere, poi ovviamente il mio vissuto, le mie sensazioni e tutto quello che ho dentro gioca un ruolo determinante.

Bore: Io la vivo molto a modo mio: negli anni mi è capitato di trovare ispirazione dalle cose più banali, dalle cose più stupide in momenti e scene di vita quotidiana. È anche vero che quello che ho dentro anche per me è fondamentale, soprattutto negli ultimi mesi ho cominciato a sentirmi per davvero dentro e a convertire le sensazioni in parole, ma mai in modo esplicito perché un po' sono fatto così, un po' perché in fondo mi piace.

Arriviamo al primo EP uscito a fine 2020 "Enter the P. House": già dal titolo lascia intendere che, oltre ad essere un semplice esordio, è una vera e propria porta, o dovrei dire le porte, di ingresso verso la Purple FAM


Elle J: Si, il titolo è un tributo all'album "Enter the Wu-Tang (36 Chambers)" dei Wu-Tang Clan e questo titolo combacia perfettamente con quello che siamo e con l'intento dell'EP, cioè essere un manifesto di ciò che siamo.


T. White: L'EP è nato mentre già stavamo proseguendo individualmente con le nostre carriere, infatti io avevo già ripreso a scrivere e rilasciato qualche singolo, Bore stava lavorando al suo album da solista, mentre Elle J era arrivato da pochissimo. È nato per caso, dal nulla, infatti un giorno ero in studio e stavo giocando alla playstation, poi arriva Giulio, il nostro manager e produttore, proponendomi: "Ma se mettessimo su un progetto a tre?". Così "Enter the P. House" ha preso vita, diventando l'inizio ufficiale della Purple FAM.


Elle J: Pensa che non l'avevamo mai considerata come cosa ed è stato ancora più incredibile di come sia stato spontaneo collaborare e registrare i pezzi dell'EP.

Inoltre è stata una crescita personale per tutti perché nessuno di noi ha mai scritto sapendo di collaborare con altri, e questo ha influito molto sul modo di scrivere.


Bore: Confermo, basta pensare che rispetto a come scrivevo un anno fa adesso scrivo in modo totalmente diverso ed è incredibile di come i pezzi siano nati così, in maniera totalmente spontanea e naturale.


T. White: È davvero bello di che da una semplice idea di mettere su una "collab" in tre si scopra questa sintonia pazzesca con gli altri. Questa sensazione è impagabile ed è ancora più bello perché, come ho già detto, ormai siamo tutti fratelli.


Ci sono pezzi ai quali siete particolarmente legati?

Tutti: Nessuno in particolare, è stata la nostra prima vera e propria esperienza seria e collettiva, ci siamo messi in gioco su questa nuova esperienza e lo consideriamo un vero e proprio manifesto della Purple FAM, perciò non esiste un pezzo più importante di altri, l'intero EP in sé è parte di noi e nessun pezzo prevale sull'altro.

Dalle vostre parole sembra come se steste parlando del vostro primo amore.

Nonostante ci sia sempre questa sintonia che fa da filo conduttore quando cantate nei pezzi, sono comunque di fatto pezzi diversi l'uno dall'altro, per esempio c'è il singolo che ha anticipato l'EP "NASTY"  nel quale prevalgono sonorità Trap, ma anche "BangX3"  che verte su sonorità più Tech/House.

Viste anche le ultime tendenze nella scena Trap/Rap come ad esempio "Machete Mixtape Vol. 4", pensate che questa tendenza verso questo tipo di sonorità sia il futuro della Trap?


Elle J: Come la storia ci insegna la musica è in continuo cambiamento, non so come sarà in futuro ma so che c'è sempre bisogno di aria fresca. Il bello della musica è proprio la sua capacità di mutare, anche alla luce di nuove e vecchie sonorità e stili, infatti io non ho mai affermato che la Trap fosse esclusivamente il mio genere, personalmente continuo tuttora a scrivere su basi Hip-Hop tipicamente anni '90.


Bore: Io voglio cambiare questo genere e sono convinto che nel prossimo breve periodo la Trap non sarà quello che è oggi: già adesso ci sono artisti che fino a pochi anni fa non cantavano, adesso invece tutti sono in grado di prendere il microfono e testare con l'autotune, ma sono convinto, e questo da oltreoceano ce lo insegnano, che per dare una smorza solo il Rap non basta.


T. White: Se proprio devo dirlo: saremo noi il futuro della scena Trap/Rap.


Quindi pensate che l'uso dell'autotune ha avuto un ruolo fondamentale su questo piano?

Elle J: Ha cambiato i giochi, ha portato una ventata di aria fresca che ci voleva. L'uso dell'autotune è una scelta artistica ed ha normalizzato il contesto musicale.

Bore: Esatto, ormai anche i big della musica Pop usano l'autotune anche se non ne hanno bisogno. Ricordo un'intervista di Fedez in cui diceva che l'autotune passa sempre in secondo piano perché se tu hai delle idee valide queste vengono sempre prima di tutto, anche del modo in cui scegli come cantare e con quali effetti.


Elle J: Ormai è più che appurato che l'informatica ha rivoluzionato i suoni ed il progresso della musica, perciò l'avvento dell'autotune, che già abbiamo visto in scena a cavallo degli anni '90, penso sia proprio un fatto più che naturale. Non sei bravo in automatico se usi l'autotune, ormai è talmente diffuso che devi saper usare anche quello per darti un'identità artistica ben delineata.


Tornando alle releases, dopo il vostro EP-manifesto arriva "KILIMANGIARO (Prod. James Logan)"


Bore: "Kilimangiaro" è il primo singolo dopo l'EP, nonché il primo singolo in collaborazione con Peer Music.

Sono contento che questo sia stato il primo singolo ad uscire perché dopo l'EP ci voleva qualcosa che incuriosisse e al contempo comunicasse emozioni e mood totalmente nuovi.


Elle J: È un brano che va a sviscerare l'emotività di tutti e tre, infatti questo è il filo conduttore che ha unito in maniera più solida le nostre storie.


T. White: Concordo, è stato proprio l'inizio di una nuova espressione emotiva, ognuno a modo suo ma tutti e tre insieme.

Poi parlando del videoclip in molti ancora pensano che la pelliccia mi abbia tenuto caldo, ma in realtà no: erano -6 gradi ed è stata una bella sfida, tra una scena e l'altra dovevamo chiuderci in macchina per riscaldarci, sia con il riscaldamento che con un po' di grappa.

Oltretutto sono legato particolarmente a questo pezzo per una citazione di Totò: "We Peppniell! Arrobb sti pizz nu teng n'eur", che per me rappresenta sia l'attaccamento alle mie origini. Nel video viene anche ripresa la scena del film.


A tal proposito dei tre sei l'unico che canta in dialetto napoletano: è sempre legato al discorso dell'attaccamento alle proprie origini o c'è dell'altro?

T. White: Io sono di origine napoletana e cantare in napoletano non è solo un dire indirettamente da dove vengo ma anche un modo per ricordarmi e rendere un tributo a mio padre che adesso non c'è più. È anche il principale motivo che mi ha spinto a riprendere la citazione di Totò.

Anche se non ne parlo esplicitamente, il ricordo di mio padre è la forza che trovo per scrivere e per esporre determinate emozioni, nonostante sia tutt'altro che semplice. Comunque è anche una scelta stilistica: se il napoletano trasmette meglio l'emozione che rappresenta la mia parte in un determinato pezzo, canto in dialetto, altrimenti passo all'italiano, dipende molto dal pezzo in sé e a quanti voglio far arrivare il messaggio nascosto tra le mie parole.


Capisco, ma come ha fatto "Kilimangiaro" ad unirvi così tanto, o per lo meno a dimostrare questa forte unione e sintonia che vi rappresenta?


Tutti: La sofferenza in primis e la consapevolezza dei propri limiti. Sono difficoltà tutte incanalate in un pezzo e questa è un po' l'essenza della Purple FAM.

La sensibilità è quello che ci lega e "Kilimangiaro" ne è la prima sintesi tra tante altre.


Infine a Maggio 2020 arriva "Non ho + Notizie"

Bore: È un brano molto intenso, la canzone è riuscita a rappresentare l'emotività di tutti perché è talmente universale la sofferenza di cui parliamo in quel brano che penso chiunque sia in grado di immedesimarsi.

T. White: Questo brano ha tirato fuori vecchie sensazioni che mi hanno un po' lacerato dentro, talmente forti che nelle settimane successive ho rivissuto un po' tutto ed in maniera abbastanza devastante. In questo brano parliamo del dolore da due prospettive diverse; nel mio caso specifico parlo del dolore provocato dalla morte per l'impossibilità di rivedere la persona amata. Altro non è che la storia di mia madre che, attraverso le mie parole, parla delle proprie emozioni dopo la morte di suo marito. Non posso dire cosa prova veramente una persona dentro, inclusa mia madre, ma con questa canzone penso di esserci andato molto vicino, nonostante dall'altra parte avessi paura che l'ascoltatore non capisse veramente di cosa stavamo parlando.


Questo dimostra tutto quello che mi avete detto finora, cioè che il concetto della Famiglia, dell'unione, della sintonia e dell'aiuto reciproco è e sarà sempre la costante che vi ha dato forza sin dall'inizio.

Adesso quali sono i programmi per il prossimo futuro?

Da poco avete rilasciato "Party (prod. James Logan)", una nuova canzone che già rispetto agli altri usciti post EP riporta un mood apparentemente diverso


Bore: Si "Party" è uscita l'11 Giugno. In realtà, nonostante il mood e il titolo che può indurre a pensare una situazione di festa, spensierata e distaccata dai pensieri, è un mero gioco di parole dove "party" è accostata alla parola "parti" nel senso di partire. Il concept è: "Sto facendo festa, mi sto divertendo e me la sto spassando", ma c'è quella consapevolezza che si può riassumere in una frase: "Cosa cazzo mi manca?". È come quando sei in discoteca alle 3 del mattino, sei ubriaco, fino ad un minuto prima stavi ridendo fortissimo, ma poi ti fermi, ti guardi e ti rendi conto che sei sporco, schifoso, che dentro nemmeno tu sai come stai, un senso di angoscia che ti assale quando meno te lo aspetti. Gli altri sono riusciti a riportare all'esattezza questo sentimento che da solo non sarei mai stato in grado di tirare fuori.


Tutti: In attesa di nuove uscite speriamo che Purple Fam diventi un punto di riferimento, una realtà solida che cresca sempre di più e che vada oltre i confini provinciali.

Soprattutto speriamo di tornare ai concerti, sia da spettatori che per gli spettatori.


I vostri tre album o canzoni che vi hanno segnato l'esistenza?


T. White:


"Abraxas" - Santana


Bore:

"Rolling Papers" - Wiz Khalifa


Elle J:


"Lose Yourself" - Eminem 

"Smells Like Teen Spirit" - Nirvana

"Futuro" - Tony Boy


Intervista di Aldo Dushi



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